Purificazione di primavera

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

La primavera è quel momento magico dove la natura si risveglia. C’è una profonda espansione. L’attività organica è esplosiva.

Questo vale per la terra, il corpo fisico, il sistema nervoso ed emotivo.

Il nostro corpo ha bisogno di aprirsi all’esterno ed equilibrarsi.

Questo passaggio, seppur naturale, è sempre molto delicato.

I processi di rinnovamento richiedono uno sforzo, sia per i cambiamenti biochimici che per le maggiori ore di luce.

Il metabolismo si deve attivare per eliminare tutte le scorie accumolate durante l’inverno che ristagnano. La termoregolazione per adattarsi ad un clima diverso assorbe tanta energia.

Questo spiega la stanchezza e la sonnolenza che si sperimentano in questo periodo dell’anno. E l’inquietudine talvolta.

L’equilibrio del fegato è fondamentale per la salute e lo stato emotivo.

Il fegato converte il cibo in forza vitale.

In medicina cinese viene chiamato ‘il comandante’.

Va mantenuto leggero grazie ad un’alimentazione rinfrescante, al riposo e allo yoga.

Un’alimentazione grassa o ricca di zuccheri affatica questo organo. Anche lo stress, la troppa fatica fisica, la mancanza di ore di sonno.

IL CIBO E LE EMOZIONI NON DIGERITI APPESANTISCONO GLI ORGANI INTERNI E LA SALUTE.

La digestione quindi è alla base della salute.

Nello yoga quando si parla di digestione non ci si riferisce soltanto alla metabolizzazione degli alimenti.

Quando la capacità digestiva è forte (e questo include cibo, bevande ma anche esperienze, emozioni, sensazioni) manteniamo i tessuti sani ed eliminiamo i prodotti di scarto in modo efficiente.

Il fuoco digestivo viene chiamato in sanscrito Agni. E’una delle divinità indù maggiormante adorate nella religione vedica.

Dio del fuoco e della luce, anima tutti i processi biologici.

E’l’elemento trasformatore e purificatore dell’organismo e dell’anima.

Se Agni è indebolito da un’alimentazione scorretta, dalla mancanza di attività fisica o da emozioni negative si produrranno costantemente tossine che vengono conservate nel corpo ostruendolo.

Questo residuo tossico è per l’ayurveda la causa principale delle malattie.

SIAMO CIO’CHE DIGERIAMO, sia fisicamente che mentalmente.

La capacità di digerire evidenzia il nostro stato di benessere.

Agni bilanciato porta salute, chiarezza mentale, energia e forza.

Il nutrimento racchiude in sè una sacralità profonda. Insieme al respiro rappresenta la via naturale e ineluttabile di comunicazione tra interno ed esterno. L’introduzione di una parte di mondo in sè e la consegna di una parte di sè al mondo.

Un ruolo importantissimo per completare il concetto di purificazione lo riveste la mente.

Il nostro stile di vita generalmente ci mantiene in uno stato di continua allerta in cui il corpo produce un eccesso di sostanze stressogene. Cortisolo e adrenalina stimolano eccessivamente il sistema simpatico creando squilibrio. Inoltre questa attivazione continua abbassa le difese immunitarie, danneggia la memoria, altera il metabolismo e alza la glicemia.

La respirazione profonda e consapevole insieme alla meditazione allentano ansia e stress e aiutano a tenere il diaframma in salute. Il diaframma efficiente a sua volta massaggia l’apparato digerente.

La meditazione permette di riallineare i propri ritmi con quelli della natura creando uno stato di connessione profonda che porta unione e benessere sublimando tutto il percorso yogico.

Diversi studi scientifici dimostrano come educando la mente possiamo agire sui nostri geni. Non modificandoli certamente ma andando ad agire sulla loro attività e riducendo l’espressione dei geni dell’infiammazione.

Aumentando l’attività dei geni che ci difendono dallo stress ossidativo.

Per il rinnovamento delle nostre cellule quindi non è impotante solo il cibo ma anche l’esercizio fisico , la meditazione e il cibo spirituale.

La meditazione purifica in profondità la mente svuotandola. Rendendola flessibile e stabile, disposta ad abbandonare certezze assecondando il flusso della realtà.

Innesca un processo virtuoso aiutandoci a superare schematismi e favorendo la mente creativa.

La pratica yoga per un percorso di purificazione deve agire quindi su diversi fronti.

Principalmente le asana saranno di torsione per stimolare il fuoco digestivo, sprigionare caldo ed energia e favorire il rilascio delle impurità.

Posizioni poi che agiscono sui meridiani che corrispondono a fegato e vescica per riportare questi organi al massimo delle loro potenzialità. Lavorando sulla lateralità del corpo.

Posizioni in piedi per attivare gli arti inferiori e la circolazione linfatica che funge da drenante a tutti gli organi interni.

Penso sia altrettanto importante lavorare sul respiro e le posizioni che stimolano il sistema parasimpatico.

Le flessioni in avanti pricipalmente che favoriscono la digestione ela calma.

Tecniche di pranayama per migliorare la qualità del respiro aiutando a rimanere in frequenze positive per prepararsi alla meditazione.

Riti di purificazione per corpo e mente:

pulizia di naso e lingua

massaggio del corpo con oli essenziali

movimento

stare nella natura

digiuno mediatico, o controllo delle informazioni

avere abitudini e orari

concedersi il silenzio

riposare ( andare a letto entro le 23, stare svegli fino tardi rallenta il metabolismo)

yoga e meditazione

mantra o preghiere

cibi rinfrescanti ( in questa stagione cicoria, rucola, tarassaco, asparagi, ravanelli, fave, silene)

Comfort dolce comfort

Cena ‘sciallata’

odo dove tutto è stravolto e le giornate sono da inventare. La percezione del rischio, delle privazioni e del dolore riempie la nostra mente. Per mettere in un angolo la paura e aiutare mente e corpo a rimanere sani e attivi per me è importante avere dei riti da rispettare e delle sane sanissime abitudini. Yoga, meditazione, riposo, letture, film divertenti, disegnare, super chiacchierate skype con tanto di caffè da condividere. E cucinare... soprattutto impastare è altamente rigenerante. Una cosa che è rimasta invariata è la nostra serata ‘sciallata’. Camino acceso e cena sul divano rigorosamente. Il tempo che si dilata e le preoccupazioni si allentano. Viene voglia di lasciarsi andare e celebrare. Noi lo facciamo preparando una cena di finte schifezze. Si, quel cibo che solitamente fa un gran male ma che la mente associa ad un comfort incredibile. Birretta artigianale. Scelta accurata di un bel film da proiettare. E la nostra bolla rassicurante ci coccola e ci unisce. Hummus e pane indiano all’aglio sono una di queste scelte. Oppure piadina e tramezzini con hummus e quello che abbiamo in frigorifero e due patatine al forno. Qui di seguito riporto le ricette di hummus e pane indiano. Semplicissime Hummus di ceci Ingredienti: 400 grammi di ceci secchi limone curry sesamo Mettere in ammollo i ceci la sera prima. Cuocerli in abbondante acqua con un pò di sale. Lasciarli raffreddare e poi metterli in un mixer insieme al succo di un limone, il sesamo precedentemente tostato e tritato che rilascia un profumo incredibile e il curry. Aggiungere olio exra vergine e dell’acqua tiepida man mano che si vede la consistenza del composto. A me piace anche aggiungere talvolta della paprika piccante. Qui non aggiungo l’aglio perchè c’e`già nel pane. Pane all’aglio 400 grammi di farina O 170 grammi di acqua 30 grammi di olio 10 grammi di sale 1 aglio intero Preparare l’impasto con tutti gli ingredienti. Generalmente io uso un pò di pasta madre. In mancanza puoi aggiungere un pizzico di bicarbonato. Lasciare riposare per almeno mezz’ora. Tagliare gli spicchi d’aglio sottilissimi e aggiungerli all’mpasto prima di dividerlo in palline. Dovrebbero e

Questo è un periodo dove tutto è stravolto e le giornate sono da inventare. La percezione del rischio, delle privazioni e del dolore riempie la nostra mente. Per mettere in un angolo la paura e aiutare mente e corpo a rimanere sani e attivi per me è importante avere dei riti da rispettare e delle sane sanissime abitudini.

Yoga, meditazione, riposo, letture, film divertenti, disegnare, super chiacchierate skype con tanto di caffè da condividere. E cucinare… soprattutto impastare è altamente rigenerante!

Una cosa che è rimasta invariata è la nostra serata ‘sciallata’.

Camino acceso e cena sul divano rigorosamente. Il tempo che si dilata e le preoccupazioni si allentano. Viene voglia di lasciarsi andare e celebrare.

Noi lo facciamo preparando una cena di finte schifezze. Si, quel cibo che solitamente fa un gran male ma che la mente associa ad un comfort incredibile. Birretta artigianale. Scelta accurata di un bel film da proiettare. E la nostra bolla rassicurante ci coccola e ci unisce. Hummus e pane indiano all’aglio sono una di queste scelte. Oppure piadina e tramezzini, hamburger, pizza, guacamole e tzatziki .

Qui di seguito riporto le ricette di hummus e pane indiano. Semplicissime.

Hummus di ceci

Ingredienti:

400 grammi di ceci secchi

limone

curry

sesamo

Mettere in ammollo i ceci la sera prima. Cuocerli in abbondante acqua con un pò di sale. Lasciarli raffreddare e poi metterli in un mixer insieme al succo di un limone, il sesamo precedentemente tostato e tritato che rilascia un profumo incredibile e il curry. Aggiungere olio exra vergine e dell’acqua tiepida man mano che si vede la consistenza del composto. A me piace anche aggiungere talvolta della paprika piccante.

Qui non aggiungo l’aglio perchè c’e`già nel pane.

Pane all’aglio

400 grammi di farina O

170 grammi di acqua

30 grammi di olio

10 grammi di sale

1 aglio intero

Preparare l’impasto con tutti gli ingredienti. Generalmente io uso un pò di pasta madre. In mancanza puoi aggiungere un pizzico di bicarbonato. Lasciare riposare per almeno mezz’ora. Tagliare gli spicchi d’aglio sottilissimi e aggiungerli all’mpasto prima di dividerlo in palline. Dovrebbero essere circa sei. Stendere con il mattarello e una alla volta mettere le sfoglie di pane in una padella antiaderente gia`molto calda. Per circa 3 minuti per lato. Mettendo un copercho la cottura e`migliore.

Pane caldo, hummus freddo… buona cena relax!!!

IL PROFUMO DEL FIUME

Ricordi e ricette

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Il fiume Oglio mi appartiene da tanto tempo. Ora vivo dove si fonde con il lago d’Iseo… anni fa scendendo di qualche chilometro.

Ancora adesso quando faccio una passeggiata nei luoghi della mia gioventù sognante provo le stesse emozioni di sempre.

Ci sono posti in cui ti senti a casa anche se una casa lì non ce l’hai da tempo.

Hai la sensazione che tutto sia fermo ad accoglierti… profumi, rumori, dettagli…

Quel profumo di acacie e di fiume che ti si incolla addosso come una seconda pelle nelle serate d’estate ad esempio. O anche il caldo umido che i sanpietrini rilasciano sapientemente.

Il volo delle rondini con il loro verso squillante inconfondibile… e poi l’acqua delle fontane… il suono delle campane… le chiacchiere delle persone… i volti stessi che incontri in cui rivedi quelli del tuo passato.

Un angolo in particolare dove in un universo parallelo tu stai ancora facendo la majorettes e la tua migliore amica ti raggiunge con pane, nutella e estatè ad esempio. O quel ponte dove con la cartella rossa e le scarpe di vernice stai camminando per andare a scuola. Trecce e grembiule nero con colletto bianco. Pienamente nell’attimo come solo i bambini sanno essere, superfelice… superprotetta. Soddisfatta.

Le nuove esperienze s’intersecano con tutte queste sfumature creando la tua realtà. Una sinfonia di immagini nuove e passate, di emozioni che si fondono.

E tutto questo sai di certo lo trasmetterai nei tuoi gesti, nei tuoi rapporti, nel tuo lavoro e nelle tue particolarità.

Questa ricetta appunto sa di fiume… il mio fiume

Sa anche di verde e azzurro… i colori che mi circondano e si prendono cura di me.

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Spaghetti crudi di zucchine con erbe aromatiche e Insalata di Cavolo cappuccio

Ingredienti :

4/5 zucchine

pomodorini

pomodori secchi

capperi

timo

basilico

origano

Per l’insalata:

1 cavolo cappuccio viola

2/3 arance

1 yogurt 400g ( anche di soia)

1 cetriolo

mezzo limone

aglio

pepe

Tagliare le zucchine a spaghetti con l’affettatrice a spirale e mettere in uno scolapasta per far perdere l’acqua in eccesso. Mettere a bagno i pomodori secchi in acqua tiepida per idratarli e fare lo stesso con i capperi per fargli perdere il sale. Tagliare i pomodorini, cospargerli di sale e lasciarli per 10 m a perdere l’acqua.

Strizzare i pomodori secchi e sciacquare i capperi. In una padella con olio extravergine di oliva mettere mezzo scalogno tritato, aggiungere i pomodorini e farli cuocere 5 minuti, aggiungere pomodori secchi, capperi, erbe aromatiche e gli spaghetti di zucchine. Aggiungere sale se necessario.

Nella versione della foto ho messo anche del tofu aromatizzato al basilico e delle scorzette di limone.

Per l’insalata tagliare il cavolo a strisce sottili. Tagliare le arance a pezzettini e metterle in uno scolapasta a far perdere l’acqua per un quarto d’ora.

Nel frattempo preparare la salsa tzatziki. Grattugiare il cetriolo e anche in questo caso lasciarlo sgocciolare. Tagliare uno spicchio d’aglio sottilissimo, aggiungere lo yogurt, il sale, il pepe, mezzo limone e infine il cetriolo.

Unire il cavolo, le arance alla salsa tzatziki.

Il sapore deciso della salsa e del cavolo con il dolce dell’arancia rendono questa insalata fresca e armoniosa.

Paura e Fiducia

#iorestoacasa

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Sono seduta davanti al fiume a meditare… il sole, il rumore dell’acqua, un cigno, uno svasso, gli aironi in lontananza, le rondini appena tornate…

E’il momento del silenzio.

La natura si è ripresa il suo posto.

Un posto messo all’angolo dai bisogni di noi uomini, dalle nostre corse, dalle nostre vicessitudini opulente.

Ma non voglio parlare di questo. Non voglio ora polemizzare o raccontare ovvietà che non possono che essere evidenti agli occhi di tante coscienze.

L’emergenza che stiamo vivendo con questo maledetto virus sta facendo soffrire tanti esseri umani e ci fa scoprire vulnerabili come non mai. E uguali. Senza tante classificazioni di razza, vita sociale e potere economico.

L’unico rumore umano e`il suono inquietante delle ambulanze. Non si ferma mai, giorno e notte.

Mi ripeto un mantra, una preghiera che mia aveva insegnato mia nonna.

Questo mi aiuta a connettermi con le vibrazioni della la vita che mi circonda nonostante tutto. Una vita che sboccia.

Metto qualche seme buono nella mia mente sempre inquieta e vigile.

Per me le giornate da un punto di vista pratico non sono cambiate molto. Abito in un posto tranquillo, sto tanto a casa, sto tanto da sola. Vivo ritmi lenti e anche se spesso sarebbe piu`facile correre con qualcuno che mi dice cosa fare … stò cercando una specie di equilibrio tra la soddisfazione e il superfluo. Tuffandomi spesso in vuoti che richiedono tanto sforzo.

Senza una rotta precisa, delle abitudini consolidate, le certezze dei nosri rapporti siamo destabilizzati. Lo so bene da tempo e da tempo me ne sto occupando. Penso a obiettivi quotidiani, mi perdo in ‘piccole’cose, cerco di rimanere nel presente e nel distinguere ego e anima.

Grazie a qualche disavventura personale in questi mesi è cambiato anche il mio modo di sentire lo yoga. Nuove trasformazioni, situazioni da accettare. Anzi da accogliere. La zona di comfort che piano piano si allarga.

In questo periodo sto facendo le lezioni con skype. Ci ho messo un pò a decidermi. L’epidemia e l’isolamento hanno messo in luce l’essenziale. E io per un pò ho pensato che praticare per le persone non fosse indispensabile.

Come mi sbagliavo. Le nostre riunioni telematiche ci uniscono, ci confortano e la pratica ne esce arricchita. Preziosa. Si riesce a staccare un pò la mente e questo e`comunque un bene per rimanere sani.

Per mettere in una bolla per un pò preoccupazioni e paure che vanno a scavare chissà dove rendendoci ancora piu`fragili.

In questi giorni sto leggendo diversi libri. Un romanzo molto fresco che s’intitola ‘Donne che comprano fiori’e che ha come protagonista una donna che si chiama Marina come me. A volte il caso…

Un libro di psicologia molto interessante che avevo regalato tempo fa al mio compagno. Anche lui lo ha trovato utile. Il suo titolo e` ‘Kintsukuroi’. Attraverso la metafora dell’antica arte giapponese di riparare le ceramiche con l’oro per renderle preziose e uniche l’autore vuole proporre la cura delle ferite dell’anima allo stesso modo.

E poi ‘Il libro dei chakra’ di Anodea Judith che ogni tanto ripesco perchè sempre di aiuto. In questo periodo cercavo degli spunti per esplorare meglio il primo chakra che sento di avere in sofferenza per tanti motivi. E proprio da questo libro voglio riportare due righe che ho trovato interessanti e che possono aiutarci in questo momento.

‘Ernest Holmes, fondatore della filosofia della Scienza della mente, descrive la paura e la fede come due cose che possiedono le stesse qualità. La paura significa credere che qualcosa di terribile possa accadere, mentre la fede significa credere che qualcosa di bello possa accadere. Benchè i risultatai siano diversi, le cause sono le stesse. Entrambe sono convinzioni che governano il nostro comportamento e influenzano il modo in cui ci sentiamo. Se riusciamo a sostituire un irragionevole timore con una ragionevole fede, allore abbiamo trovato un antidoto naturale al demone del nostro primao chakra.

Personalmente stò cercando anche di sostituire il più possibile la parola preoccupazione con occupazione. Occuparmi di mantenermi attiva, informata, occuparmi di me, della casa, dei miei cari, i miei mici, di buon cibo, di leggere, ascoltare musica e di fare yoga e meditazione.

Regalando alla mia anima un pò di fiducia.

Forza e Leggerezza

La fiducia richiede pazienza

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Molte delle posizioni nello yoga s’ispirano e prendono il nome da figure mitologiche. Conoscendo le vite e i poteri di questi personaggi possiamo pensare attraverso la pratica di far nostre le loro caratteristiche.

E questo è anche il caso di hanumanasana.

In sanscrito Hanuman significa scimmia. Si racconta nel Mahabharata, una raccolta di poemi epici induisti, che il Dio Scimmia amico del Re Rama aiuta quest’ ultimo a salvare la sua sposa rapita da un demone malvagio. Per fare questo Hanuman con grande coraggio fa un grande salto dalle coste del sud dell’india allo Sri lanka alla ricerca di Sita.

La particolare posizione di hanumanasa vuole proprio ricordare questo incredibile passo che attraversa l’oceano mosso dalla profonda devozione e dalla fiducia.

Proprio da questa ispirazione hanumanasana aiuta ad andare un po’ oltre i nostri limiti, le nostre piccolezze per imparare a compiere qualcosa di arduo e trasformativo.

Quella che nell’immaginario comune rappresenta la spaccata e viene associata ai ballerini o ai ginnasti per lo yoga è un asana avanzata che permette a chi la pratica di riconnettersi con la sua parte divina e sperimentare forza, agilità, devozione, elevazione spirituale e giustizia.

Apertura e realizzazione delle proprie potenzialità. Il corpo si allunga in una liberazione di forza.

Non è adatta a chi pratica yoga da poco tempo. Richiede molta elasticità in quanto sfrutta il massimo stiramento che consentono i tendini. Quindi va preparata con altre asana più semplici.

Le posizioni che io propongo solitamente vanno a scaldare psoas, gambe e anche.

Nello specifico cerco di ammorbidire queste parti con delle sequenze che comprendono uttanasana, parsvottanasana, janu sirsasana, rajakapotasana, ardha hanumanasana e anjaneyasana. Quando c’è spazio per approfondire ed avvicinarsi alla posa è positivo provare un blocchetto sotto il bacino per accorciare la distanza da terra.

E’importante portare l’attenzione all’allineaento del bacino. Per far questo le cosce ruotano verso l’interno permettendo alla pelvi di avvicinarsi al pavimento creando equlibrio nei fianchi.

Non bisogna avere fretta di completare la posa, per aprire il corpo ci vuole tempo e devozione. E’importante lo spirito con cui si affronta ascoltandosi.

I benefici di hanumanasana sono tantissimi. Lavora sui due aspetti energetici yin e yang portando in equilibrio energie sottili. Apre i fianchi e stimola il secondo chakra procurando uno sblocco emotivo.. Stimola anche la fiducia e la forza di volontà agendo sul primo chakra.

Distende i muscoli di cosce, polpacci e anche. Migliora la mobilità della colonna e distende i tendini del ginocchio e dell’inguine. E’calmante, riposante e rinfrescante allo stesso tempo.

Quando ero piccola e frequentavo le scuole elementari essendo molto elastica negli spettacoli di fine anno mi facevano sempre mettere davanti e fare la spaccata. Non amavo troppo questa parte da solista ma mi ricordo quanto trovassi naturale scivolare lentamente con una gamba davanti e una dietro toccando terra.

Forte e leggera nello stesso tempo.

Wonder Woman Goodbye!!!

La bellezza non è perfetta

Anni fa parlai con un amico psicanalista in un momento della mia vita in cui avevo parecchia ansia.

Gli dissi rigidamente che mi trovavo ‘in difetto’come insegnante di yoga non riuscendo a controllarmi, a gestire almeno in parte questo stato d’animo attraverso la respirazione o la meditazione.

Lui mi rispose ‘pensi che noi psicologi siamo immuni da ansia o depressione?’

Mi resi conto che una sorta di presunzione/mania di controllo stava confondendo la mia ragione. Nonostante quotidianamente cerco la strada per lasciare andare e per trasmetterlo a chi fa yoga con me, la fragilità porta a galla atteggiamenti o pensieri compusivi con facilità.

La prova più tosta la stò avendo proprio ora, da due mesi a questa parte.

Dopo una piccola caduta in montagna in agosto ho avuto a intermittenza dolore molto forte nella zona lombare. Cerotti, taping, arnica, osteopata… forse l’articolazione sacro iliaca, forse contratture muscolari… Io nel frattempo ho continuato ad insegnare, fare lunghe camminate, corsi di formazione. Poi a Novembre un dolore forte al gluteo, come una pugnalata… costante.

Una mattina mi sveglio presto per andare a fare colazione fuori con il mio fidanzato, metto i piedi per terra e quasi svengo dal dolore! Sudo, mi si annebbia la vista, decisamente mi è impossibile stare in piedi. Mi sdraio e cerco di calmarmi e respirare…

Ho passato la prima settimana così …piangendo dal dolore, un dolore profondo, elettrico e snervante. Un dolore senza mai trovare una posizione che mi potesse dare sollievo, senza dormire, senza mai alzarmi, dipendendo dagli altri.

E qui introduco la prima delle mie false convinzioni da cambiare: la paura di chiedere! Di essere debole ed aver bisogno di aiuto!

E’una grazia, un sollievo per l’anima potersi affidare e sentire l’amore che qualcuno ti offre incondizionatamente.

pureyoga, odaka yoga, Marina Caputo, Lago Iseo, Sebino, Franciacorta

Tra il letto e il divano, senza interesse per nulla per lo stress di gestire il male ho fatto un ciclo di punture di antinfiammatorio senza benefici e di seguito di cortisone.

Proprio io che per prendere una tachipirina faccio testa o croce??? ( seconda falsa convinzione)

Sempre cercando di curare la causa e non la conseguenza, sempre portando l’attenzione per un benessere generale e per la prevenzione con uno stile di vita sana penso che i farmaci quando servono sono una grazia.

Quindi… Grazie cortisone! Un po’il tempo, il riposo e il farmaco giorno per giorno il dolore molla la presa e io riesco a rilassarmi e provare fiducia.

Il mio nervo sciatico stava soffrendo terribilmente. Sono abituata a ‘sentire’ i muscoli, le articolazioni, il ritmo del respiro… per questo ero impreparata.

Decido ovviamente di fare una rm. Risultato: ernia L5 S1

Ma come!!! Insegno yoga, mi ascolto, allungo, aiuto le persone a prendersi cura della propria schiena, mi piego in ogni asana ?!( terza falsa convinzione)

E’bello fare pace con le proprie imperfezioni e con la consapevolezza che il corpo cambia. Prendere coscientemente degli accorgimenti per ognuno di questi cambiamenti

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Io vivo con due uomini, il mio compagno e mio figlio, entrambi sono più forti fisicamente di me… quante volte stupidamente mi sono persa in competizioni assurde con loro invece di ascoltarmi!!!

E come dice una cara amica ‘arriva sempre a noi con naturalezza ciò che ci serve’

Fermarmi! Per andare verso i miei ritmi e la mia intimità. Attraversando l’esperienza del dolore e dell’impedimento.

Con molta pazienza e tanta meditazione l’attenuarsi del dolore forte ha permesso che io potessi avere spunti di riflessione e di crescita dall’esperienza che stavo avendo.

Ho ripreso in mano cose molto mie accantonate dalla velocità delle giornate e ho ridimensionato certi pensieri.

Io che mi identifico molto, forse troppo con il mio corpo elastico e forte, con la sacralità della mia pratica quotidiana, con la mia fisicità e con il lavoro d’insegnante ( quarta falsa convinzione), ho fatto pace con l’impedimento. Presunzione yogica!!!

Ho capito che ne avrò ancora per molto anche se miglioro continuamente.

Ho ripreso a fare lezioni senza praticare per tutto il tempo e introducendo spunti alternativi.

Ho ripreso a nuotare ed è magnifico quanto mi faccia stare bene!!!

Ho ripreso la mia pratica quotidiana facendo sequenze morbide che mi aiutano ad alleggerire la colonna. Le flessioni in avanti che tanto amo e certe torsioni per il momento restano solo un pensiero.

E soprattutto ho ripreso a guardarmi con compassione, felice per tutto quello che faccio e con la nuova convinzione che la belllezza non è perfetta.

Tornare a casa

Ritrovarsi, condividere e lasciare andare

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Lo yoga festival a Milano è un appuntamento piacevole dove poter provare tante pratiche diverse e incontrare colleghi e amici che non vedo da tempo.

Quest’anno ho avuto il piacere di portare una mia allieva e di vedere il suo entusiasmo nello sperimentare le lezioni.

E’stato molto bello condividere scoperte, emozioni e fatica😂

La cosa meravigliosa è ritrovare ogni volta come se fosse ieri la community di Odaka yoga. Sempre molto unita e coinvolgente, quando srotolo il tappetino e inizio la pratica con loro mi sento a casa. E finalmente faccio yoga per me soltanto e mi lascio andare!!!

Onde, movimenti morbidi, presenza in ogni istante dal proprio centro alle estremità e oltre… ad abbracciare tutta l’energia intorno. Attraverso il divenire fluidi la possibilità per se stessi di ammorbidire, sciogliere e andare in profondità. Sia nel corpo che nell’anima.

Verde Benessere

Il tè per meditare

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Il tè matcha è un tè verde giapponese dalle proprietà antiossidanti eccezionali. Contiene polifenoli e diversi aminoacidi che aiutano a ridurre lo stress psicofisico, e l’acido glutammico che agisce sul sistema nervoso centrale.

E’un rimedio antivecchiamento, drenante e disintossicante. Calma le mucose dello stomaco e dell’intestino e agisce sulle malattie infiammatorie proteggendo fegato e acidità gastrica.

A livello nervoso migliora l’umore aumentando i livelli di aminoacidi gaba nel cervello ( un neurotrasmettitore del SNC). Stimola dopamina e serotonina, sostanze che insieme donano migliore concentrazione, benessere e stimolano la memoria.

Contiene molta clorofilla, e infatti ha un colore verde meraviglioso! La clorofilla ha una struttura quasi identica all’emoglobina. Questo permette di migliorare la qualità del nostro sangue e di fornire alte dosi di magnesio biodisponibile. La clorofilla, inoltre, è in grado di eliminare metalli pesanti e altre tossine.

Utilizzato nella Cerimonia del tè per secoli è in polvere finissima ed è considerato il più pregiato in Giappone.

Una caratteristica molto interessante è che pur contenendo molta caffeina questa viene rilasciata molto lentamente per diverse ore favorendo uno stato di attenzione vigile. I monaci buddhisti lo utilizzano durante la meditazione: rilassa la mente e tiene viva la concentrazione!

Io amo preparami una tazza di tè matcha il pomeriggio con calma e attenzione. La tazza giusta, la temperatura giusta e il tempo per me. Spesso nei workshop mi organizzo per offrirlo ai miei allievi dopo la pratica. Un momento per scaldarci e nutrire la nostra anima in condivisione.

Il y a toujours une première fois

…dopo puoi solo migliorare…💚

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Mi ricordo quel giorno in Camargue, scappando di continuo agli attacchi di acutissime zanzare, mi sono lasciata convincere da mio figlio a fare una passeggiata con i famosi cavalli bianchi, bellissimi.

Tramonto fantastico, paesaggio silenzioso e selvaggio… questa la cornice… DELLA MIA PAURA!!!!!!!!!!

E in realtà non sapevo che avrei avuto così paura fino a quando mi sono trovata sopra questo essere vivente. Bello , fiero e ovviamente imprevedibile. E alto.

Mio figlio che già era stato più`volte a cavallo da noi in Franciacorta non si curava di me e non vedeva l’ora di partire. Presuntuoso e distratto. Mi sembrava lui il grande e io la piccola!

Studiavo l’animale con ansia cercando di capire se potevo fidarmi di lui. Volevo convincermi che fosse lui, il mio, il più calmo ed affidabile della mandria.

I colori nel cielo si trasformavano in continuazione dal rosso infuocato al rosa che si perdeva con i fenicotteri all’orizzonte.

Nonostante fossi completamente bloccata qualcosa di piacevole si stava facendo spazio dentro di me. Mi stavo lasciando andare al nuovo, all’esperienza, all’ignoto. E la natura mi stava dando una gran mano davvero!

Il ragazzo che gestiva il maneggio vedendomi un po’impacciata, praticamente ferma, mentre gli altri già erano partiti, con cappello da cowboy e sorriso smagliante si avvicina e mi dice ‘Ne t’inquiéte pas, il y a toujours une première fois !!!’. Da’ una pacca al cavallo che senza indugio parte convinto e morbido… piacevole.

E cosa è accaduto dopo?

Pura gioia!!!!… emozioni e condivisione vera. Un tutto profondo con la natura che si avvicinava alla sera.

Quanto il timore di non conoscere ci blocca dal fare un’esperienza?

Il non sapere come poter gestire una cosa nuova, una situazione che ci fa paura, ci scuote e per contro ci fa vedere gli altri a proprio agio. Tante volte è cosi`radicata in noi questa modalità dal farci agire per non trovarci mai davanti a questa opportunità di sperimentare nuove parti di noi, nuova vita.

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Io pensando alla me stessa di quel momento sorrido e provo tenerezza. Allora lo sguardo determinato e le parole giuste di un estraneo hanno placato timori per lasciare spazio a ciò che poteva essere.

Ora questa motivazione la cerco sempre dentro di me e la coltivo. Penso che sia un privilegio quel brivido della prima volta e che poi è altrettanto un privilegio assaporare la conoscenza e affinare le proprie capacità. In qualunque ambito, nella luce e nell’ombra di cui la vita è fatta.

Neanche a dirlo, lo yoga e la meditazione sono state la mia strada per questa apertura. Quasi si è ribaltata la prospettiva. Se sento che per lungo tempo non sto facendo qualcosa per la prima volta mi fermo e penso ‘Marina, sei sicura che va tutto bene?’

L’espansione verso il momento presente che lo yoga porta con se aiuta ad essere centrati e reattivi, pronti a surfare qualunque onda stia per arrivare. Con la meditazione inoltre riusciamo a divincolarci da attaccamenti pericolosi che pensiamo ci proteggano e invece sono il nostro peggior nemico. E con il tempo sviluppare resilienza e spazio.

Ho riletto recentemente il libro di un’autrice che mi piace molto: Chiara Gamberale. S’intitola ‘Per dieci minuti’. Parla di una ragazza che ha perso un bel pò di certezze e attraversa un periodo di crisi e di vuoto. La sua terapista le suggerisce per un mese di fare qualcosa di nuovo per dieci minuti ogni giorno tenendo un diario. Così facendo, in un clima semplice e frizzante, la protagonista si trova ad accogliere una realtà che non avrebbe mai immaginato, a fare scelte sorprendenti da cui ripartire.

Di giorno in giorno come se ogni esperienza si trasformasse in speranza. Come se ogni giorno potesse trasmettere a quello che segue una possibilità anche quando tutto trema intorno e dentro.

Vorrei concludere proprio con una frase del Corriere della sera che descrive questo libro:

‘Il meglio sta in tutte quelle esperienze interessanti che ancora ci aspettano’

Frammenti di una domenica d’autunno

pureyoga, odaka yoga, lago d'Iseo e Franciacorta

Ieri siamo stati ospiti dell’azienda agricola Bertoli Emiliana a Pontoglio. L’occasione è stata una splendida pratica in connessione con la natura tra i filari e in conclusione un delizioso brunch con prodotti locali fatti in casa.

Colori concilianti, galli che cantano, galline, maiali, profumi di ottobre e tanta, tanta partecipazione ed energia.

La lezione è stata proprio dedicata alla percezione e allo scambio di questa energia, tra il nostro interno e l’ambiente circostante. All’ascolto della trasformazione continua che avviene con lo yoga. All’ attivazione e al riequilibrio di tutti chakra.

Il brunch una vera coccola, come a casa. Pane e marmellata di frutti di bosco, torta di mela, crostate, torte salate con verdure, frittelle di mele calde con cannella, infuso di menta macerata e caffè.